della Croce (66), era abbastanza evidente la scarsa disponibilità di denaro nelle mani dalla maggior parte dei cittadini, salvo nel caso di famiglie come i Benzoni.
L'agricoltura era evidentemente dissestata, dato il susseguirsi di guerre nel territorio circostante la città: Crema chiese a Venezia, al momento della resa, 2 mila some di frumento per la semina (67).
Esistevano però attività artigianali e commerciali, soprattutto dei panni lini; Venezia aveva concesso l'esenzione dal pagamento dei dazi su tali tessuti (68); a quanto testimonia il Benvenuti (69) nel 1480 fu imposta dal comune una tassa su tale manifattura, tassa che i tessitori si rifiutarono di pagare, dando inizio ad una contesa col Comune stesso che durò circa un secolo e mezzo. Pare che, all'inizio del sec. XVI, 1500 persone lavorassero alle manifatture dei panni lini.
Erano numerosi anche i mercanti (70), che chiesero al governo veneziano, all'atto della dedizione di Crema, molte esenzioni (71), non sempre concesse; essi ottennero però la parità con gli altri mercanti delle terre appartenenti al ducato per quanto riguardava il pagamento della mercanzia condotta a Venezia, Assai importante è anche la costituzione del collegio dei mercanti (72), dopo trattative durate dall'inizio del 1451 al 14 maggio del 1454, giorno ufficiale della sua formazione.
La seconda metà del Quattrocento fu caratterizzata nel territorio cremasco da una forte immigrazione. Sono documentate nei registri di provvisione frequenti concessioni fatte a persone che fossero venute ad abitare in Crema o nel contado: l'esenzione dal pagamento delle tasse per quattro anni (73), oppure l'attribuzione della cittadinanza dietro pagamento di 10 fiorini d'oro o l'acquisto di una casa del valore di almeno cento fiorini (74).
La società cremasca, anche tratteggiata in linee solo generali, manifesta aspetti (necessità di denaro per nuove opere, momentanea crisi dell'agricoltura, ecc.) che la mostrano particolarmente adatta ad un inserimento attivo dei prestatori ebrei. Anche se non è possibile per Crema ricostruire l'entità del giro di denaro che faceva capo agli Ebrei ed il genere di clienti cui essi si rivolgevano pare che possano valere alcune considerazioni, fatte sulla base di studi su altre comunità ebraiche italiane (75). Anzitutto i documenti confer
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(66) F. SFORZA BENVENUTI, op. cit., vol. I, pp. 282 ss.
(67) Reg. Ducali, I, f. LVIII v. - Ne vengono concesse 1000 da Venezia e 1000 da Brescia, con l'obbligo di restituirle entro 3 anni.
(68) Reg. Ducali, I, f. LVII v.
(69) F. SFORZA BENVENUTI, op. cit., vol. II, pp. 76-77.
(70) F. SFORZA BENVENUTI, op. cit., vol. II, p. 73.
(71) Reg. Ducali, I, f. LVII v. e ss.
(72) F. SFORZA BENVENUTI, op. cit., vol. II, p. 79.
(73) Reg. Provisioni, I, f. III V. - 4 dicembre 1449. Si riferisce a Giacomo Bordisio q. Bonomi.
(74) Reg. Provisioni, I, f. II v. - 3 dicembre 1449 : Michele de Tadi; Reg. Provisioni, ; f. XXXV v. - 19 ottobre 1450: Bettino Marino, cremonese. Sono solo due dei moltissimi esempi.
(75) F. GLISSENTI, Gli Ebrei nel Bresciano, Brescia, 1891. Si serve di estratti di un libro di
di conto dell'ottobre del 1488. U. CASSUTO, Gli Ebrei a Firenze nell'età del Rinascimento, Firenze, 1918. Analizza un libro di contabilità di un banco ebraico (1473-1475).
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