da un lato potevano anche costituire una positiva innovazione in campo religioso e sociale, non lo furono altrettanto da un punto di vista economico. Infatti, come dimostra anche la situazione verificatasi a Crema, la costituzione dei Monti non significò la scomparsa dei banchi ebraici. Nonostante le direttive delle autorità che resero illegali il prestito ad usura degli Ebrei, i loro affari continuarono a prosperare, il che induce a pensare che il compito assolto dai Monti non fosse sufficiente.
Infatti, come si chiarirà meglio esaminando i capitoli che regolavano istituto a Crema, le condizioni di prestito (limitate ai più poveri, per un breve periodo di tempo o per un capitale assai contenuto) erano tali per cui la maggior parte dei cittadini erano costretti a rivolgersi ancora ai banchieri ebraici. In realtà il motivo per cui i Monti di Pietà prosperarono [o furono ad ogni costo tenuti in vita (141)] fu che essi erano nati da reali esigenze ma che soprattutto soddisfacevano determinati interessi.
Anzitutto non a caso i frati minori (ramo staccatosi dall'Ordine francescano) focalizzarono la loro predicazione sulla perniciosità del prestito ebraico: essi erano realmente colpiti dalla triste situazione di miseria in cui versava la maggior parte della popolazione; d'altra parte non è certo inverosimile che i più poveri accusassero gli Ebrei di essere una delle maggiori cause del loro disagio (142) Bernardino da Siena, il primo apostolo dei Monti di Pietà, attraversò l'Italia predicando contro gli Ebrei ed aumentando nell'animo popolare l'odio nei loro confronti; l'accusa maggiore che egli rivolgeva ai banchieri ebraici era di impossessarsi della maggior parte del denaro liquido circolante (143).
La predicazione di Bernardino da Siena e più ancora quella dei suoi successori Giacomo delle Marche, Roberto di Lecce, Michele di Milano, Michele di Carcano, Alberto di Sarzano, Bernardino da Feltre, ebbe una grandissima presa sulle classi più umili, ma fu recepita anche da persone altolocate. Infatti la crescente ricchezza degli Ebrei cominciava ormai a danneggiare anche la classe dominante, dal momento che essa dipendeva sempre più dal loro denaro. È da tenere poi presente che gli stessi Ebrei, divenuti consapevoli di ciò mirarono a raggiungere posizioni privilegiate (144). Si cercò pertanto di diminuire la potenza degli Ebrei favorendo l'istituzione dei Monti di Pietà, ma si lasciarono sopravvivere, sia pure illegalmente, i banchi ebraici, di fatto indispensabili all'esercizio della mercatura e delle altre attività. La conferma di ciò si vede nella situazione verificatasi a Crema. Secondo la tradizione la nascita del Monte
(< pagina precedente )
(pagina seguente >)
_____________________________________________________________
(141) Non era raro il caso che un Monte fallisse, soprattutto nel caso in cui non fosse richiesto neppure un minimo tasso di interesse, come avvenne quasi sempre al momento della fondazione.
(142) È molto significativo che a Crema, nel 1509, l'ira del popolo si scagliasse contro gli Ebrei e contro ciò che rappresentava il simbolo dell'autorità statale'. P. DA TERNO, op. cit., p. 265 «... La plebe fra questo meggio per sachigiar gli Ebrei e la monition del sale si leva, et era già una parte sule case dei Giudei entrata, quando Socino... ordina ... che subito vadino a vetare tale eccesso ...».
(143) L. POLIAKOV, op. cit., p. 199 ss.
(144) A. MILANO, I Monti di Pietà..., op. cit., p. 202 ss. L'autore nota che il fenomeno sviluppatosi in Spagna e Portogallo stava per verificarsi anche in Italia, ma fu bloccato al suo sorgere.
Nessun commento:
Posta un commento