era dunque con molta probabilità favorita dal potere pubblico in quanto avrebbe garantito il rifornimento delle casse pubbliche, diminuendo la economica degli Ebrei. Da tempo infatti, come si è visto, l'atteggiamento tenuto dalle autorità nei loro confronti era ambiguo e testimoniava un mutamento degli interessi che in origine avevano fatto coincidere la ‘politica’ ebraica e quella del comune: è quanto risulta dalle disposizioni sopra esaminate del 1479, per le quali gli Ebrei non ebbero più la concessione ufficiale della condotta, benché la loro attività feneratizia fosse regolamentata; in si ricordi l'espulsione di quelli di loro che non appartenevano alle famiglie prestatori di denaro.
Si tentava quindi di indebolire il loro potere, anche se, salvo restando i proclami ufficiali, in fondo non venivano prese posizioni intransigenti contro i più influenti. Del resto la familiarità esistente tra cremaschi altolocati ed Ebrei è documentata da un brano, riportato dal Benvenuti (151), di una predica che Bernardino da Feltre tenne in Crema nel 1493.
Naturalmente la costituzione dei Monti di Pietà incontrò grande favore tra le plebi che parteciparono anch'esse, nei limiti delle loro possibilità, alla formazione del patrimonio iniziale. Il Terno (152) porta una testimonianza che ci pare significativa del clima di fervore religioso e odio antiebraico in cui ebbe vita il Monte a Crema. Stando ai dati riportati sembrerebbe assai rilevante la partecipazione popolare; ma (153) molto spesso i cronisti hanno esagerato e certamente i fondi del Monte dovettero molto di più ai finanziamenti, laici ed ecclesiastici, o ai prestiti senza interessi, fatti da persone altolocate o addirittura dagli stessi Ebrei (154), che alle offerte popolari.
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(151) F. SFORZA BENVENUTI, op. cit., vol. I, p. 296, doc. C. « Ma è pur vero che le leggi canoniche espressamente proibiscono l'assidua dimestichezza e familiarità con gli ebrei, il farsi medicare da loro, l'andare ai loro conviti ; eppure qui in Crema Leone ebreo ha tenuto corte bandita otto giorni continui per le nozze del suo figliolo e tanti e tanti sono stati a' suoi conviti, alle sue feste, a' suoi balli, a' suoi giuochi : e ognuno oggi liberamente nelle sue infermità si serve di medici ebrei : come posso io tacere e passare sotto silenzio queste cose ? ».
(152) P. DA TERNO, op. cit., p. 244 ss. «L'anno 1496 al sancto Monte di Pietà si dete principio, procurando Frate Michele de Aquis dil ordine de' Zocholanti, el segondo giuorno de giugno solemnitade dil corpo di Cristo, fu la prima offerta tratta da tute le Arte Stati et gradi di tuta la terra, et ciaschuno offereva separatamenti, talmenti chel si trasse lire 2000 imperiali computando ogni cosa : fatto questo principio, ordinarono nela tera quatro offerte da essere fatte dale quatro porte, in diversi giuorni ; la prima fu quella dila porta di Serio, quali con bello ordine ... andarono ... ad offerire 1. 1039 s. 6911 et roba per ducati 1000... dila porta di Umbriano ... scavarono, computato l'estimo delle robe. circa 1800 libre. Venuto il giorno a quelli di Rivolta stabilito ... ultimamente presentossi Vespesiano sopra di uno veramente triumphale carro cum tanta caterva di Giudei ligati et incatenati che fu di bisogno che la turba per la via gli cedesse, se non voleva essere Conculcata : disse molti belli versi a proposito dil Monte contro Giudei. Si riscosse di offerta cum le robe estimate l. 2288 s. 169. La suma di tute le offerte ... fu de libre dodese miglia cento ventidoi e s. 2 de imperiali... augmentando però cum legati ogni anno ...».
(153) G. GARRANI, op. cit., p. 42.
154) L. POLIAKOV, op, cit., p. 201. Si fonda su opere specifiche sul Monte di Pietà di Perugia, da cui risulta un prestito gratuito, forzato, di 1200 fiorini da parte degli Ebrei, come condizione posta dalle autorità per la riconferma della condotta.
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