L'acutizzarsi della campagna anti-ebraica

 

Il mutato atteggiamento delle autorità nei confronti degli Ebrei non significa però una diminuzione del loro volume di affari: ne è testimonianza l'elezione, del 10 gennaio 1483 (191), di ben quattro ufficiali che si occupassero degli incanti dei pegni degli Ebrei. La durata della carica era di sei mesi: entrarono in funzione per il primo semestre Magrinus Otolinus de Boschasono e Simonus de Bravis, per il secondo semestre Francischus de Arditis e Hector de Cusutris (122).


La scadenza della condotta portò alla stipulazione di nuovi patti, dopo una serie di contrattazioni, durante tutto il mese di dicembre del 1489; i cittadini cremaschi incaricati di trovare un punto di accordo con gli Ebrei furono: Francischus de Vimercate, d. Leonardus de Benzonibus, d. Leonardus Zurla, provvisori, nonché Carolus Benzonus, d. Manfredus de Licinis, d. Antonius de Morazio e Crisoforus Benenutus (123).

Senza dilungarci sui particolari, ne noteremo solo i punti essenziali; la condizione di base, su cui si insiste ripetutamente, è quella che già aveva caratterizzato le trattative del 1479: non fu più concessa ufficialmente la facoltà di mutuare, ma fu diminuito ulteriormente il tasso di interesse in base a cui era eventualmente tollerato il prestito, portandolo al 20%

Inoltre a tutti gli Ebrei, tranne Isacco e Leone, in quanto conosciuti, fu fatto l'obbligo di portare il segno distintivo, sotto pena di 20 soldi imperiali.

Un ulteriore sintomo dell'acutizzarsi della campagna antiebraica è dato dal capitolo che riguarda la vendita della carne; infatti i 'becharii' non potevano vendere animali uccisi da Ebrei, se non a particolari condizioni: la merce doveva essere contrassegnata da una « cedula papirii nigri » ed inoltre all'atto della vendita i 'becharii' dovevano specificare ai compratori che si trattava di « carnes interfecte per ebreos ». Era prevista, per chi contravvenisse, una pena altissima: 50 lire imperiali e la perdita della merce; si concedeva agli Ebrei di eleggere essi stessi due 'becharii', che si occupassero di vendere la loro carne, ma dopo averne fatto pubblico proclama, affinché tutti fossero a conoscenza di tale nomina (124).

I firmatari dei nuovi capitoli furono: Leo q. Bonaventure che aveva come socii Joseph e Leo q. Salomonis q. Lazari e Ysach q. Moysi de Candia, che aveva come socii Ysach e Leo de Feraria; fu data loro la possibilità di « revocare ad eorum libitum dictos socios » e di accogliere altri in loro vece, purché ne facessero comunicazione al Cancelliere del comune (125). Infatti accadde che nel dicembre del 1490 ad Isach si sostituisse Iulius q. Abbe de Candia (126), che


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(121) Reg. Provisioni, IX, f. LXII v.

(122) Lo stesso giorno si elessero gli ufficiali sugli incassi dei beni della Camera dei Pegni del Comune: Johannes Aluisius de Benzonibus e Christoforus de Cuxatris, ma con il salario ridotto a mezzo ducato, (rispetto a un ducato veneziano come si era deciso il 21 dicembre 1481) viste le eccessive spese che il Comune doveva sostenere ; il valore di un ducato è fissato a L. 4 s. 5 (Reg. Provisioni, IX, f. LXI r.).

(123) Reg. Provisioni, IX, f. CCCXCI v.-6 dicembre 1489.

(124) Reg. Provisioni, IX, f. CCCXCII r.-CCCXCIII v. (17 dicembre 1489) e X, 1. II r.-III v. (23 dicembre 1489).

(125) Ibid. 

(126) Reg. Ducali, I, f. CLXXXVII v.


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