La presenza degli Ebrei nell'Italia Settentrionale nel '400

 

Prima però di continuare il discorso sulla comunità ebraica in Crema (4) riteniamo opportuno fare alcune considerazioni generali sulla presenza degli Ebrei nell'Italia settentrionale e sui loro rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche.

Si può affermare che nel '400 le comunità ebraiche fossero assai numerose nell'Italia settentrionale: tra le maggiori si ricordano quelle di Milano (5), Cremona (6), Pavia (7), Como, Vigevano, Brescia (8), Bergamo (9), Venezia (10) Padova (11), Vicenza (12) e Mantova (13).

La fama di usurai generalmente attribuita ai prestatori di denaro di stirpe ebraica, derivata dalla campagna promossa contro di loro nel '400 da Domenicani e Francescani, ha fatto per lungo tempo ritenere che tale fosse stata la loro unica attività fin dal momento in cui si erano stabiliti nelle città italiane. In realtà, fino a tutto il Duecento, il commercio di denaro non era attività sviluppata e, soprattutto in Italia, non era certamente affidata agli Ebrei.

Come nota il Milano (14), alla metà del '200 san Tommaso d'Aquino poneva in evidenza il fatto che gli Ebrei italiani non si dedicavano al prestito di denaro, bensì ad altre attività.

Il mutamento avvenne fra il '300 e il '400, tanto che in quest'ultimo secolo l'ebreo che possedeva capitali ed era « chiamato » e tenerli [a] disposizione del pubblico era una figura importante ed insostituibile nella vita economica della città.


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(4) I dati relativi a Crema sono tratti da materiale inedito, contenuto nei Registri delle ducali ...', cui abbiamo già accennato, e nei Registri delle provisioni e parti della comunità di Crema sotto il dominio veneto', a partire dall'anno 1449 fino al 1504 (I: 1449-XI-15/1453-IV-27 = II: 1453-IV-29/1457-VIII-6 = III: 1457-VIII-21/1462-VI30 = IV: 1462-VI-30/1466-IV-20 = V: 1466-IV-30/1469-VIII-21 = VI: mancante VII: 1473-IX-26/1477-V11-31 = VIII : 1477-VIII-17/1481-X-25 = IX: 1481-X-28/1489 XII-17 = X: 1489-XII-23/1497-VI-11 = XI: 1497-VI-29/1504-IV-30).

(5) A. MILANO, Storia degli Ebrei in Italia, Torino, 1968. Dà notizia di una comunità fin dal '200, scacciata nel 1320, che ritornò in Milano solo nel tardo Quattrocento.

(6) Le notizie (A. MILANO, op. cit., p. 120 ss.) finora conosciute attribuiscono grande importanza a quella di Cremona, già costituitasi fin dal 1278 e assai famosa sotto i Cavalcabò ed i Visconti, mentre di secondaria importanza era quella di Pavia.

(7) Ibid.

(8) Gli Ebrei di Brescia, anche se la loro storia non è ancora stata studiata a fondo, pare fossero assai importanti per la loro attività di tipografi, per la presenza di alcuni elementi, provenienti dalla Germania che, dopo un breve soggiorno a Soncino (presso Brescia), furono tra i primi ad esercitare questo mestiere (JomTov LUDOVICO BATO, L'immigrazione degli Ebrei in Italia, in «Scritti in memoria di Sally Mayer », Gerusalemme, 1956).

(9) G. ANTONIUCCI, Per la storia degli Ebrei in Bergamo (Doc. del sec. XV), in « Bergomum », 1941, a. XXXV, vol. XV, p. 52-54.

(10) A. MILANO, op. cit., p. 125 s. Complesse sono le vicende relative agli Ebrei di Venezia, perché essi rimasero prima a lungo a Mestre ; solo nel 1336 poterono stabilirsi a Venezia, ma ne furono scacciati nel 1395, anche se per breve tempo.

(11) A. CISCATO, Gli Ebrei in Padova (1300-1800), Padova, 1901.

(12) D. CARPI, Alcune notizie sugli Ebrei a Vicenza (sec. XIV-XVIII), in « Arch. Veneto », 1961, a. 92, se. 5, vol. 68, pp. 17-23.

(13) E. CASTELLI, I banchi feneratizi ebraici nel mantovano (1386-1808), in « Atti e Memorie Accademia Virgiliana », 1959, n. s., vol. 31, pp. 1-322.

(14) A. MILANO, op. cit., p. 108.


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